24 Giugno – 5 Luglio

Sconfinati e Ricongiunti:
la Libertà e l’Eros



«Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore»
(Platone, Simposio)



La biennale d’arte contemporanea La voce del corpo indaga quest’anno, nelle forme della scultura/installazione, della fotografia, della street-art, e del teatro butō, il tema della libertà come sconfinamento ma anche come ricongiungimento.

Libertà è spesso (forse sempre?) un uscire e un rientrare nei confini, perché ci può sentire liberi (e felici) sia allontanandosi sia avvicinandosi a qualcosa (una tradizione, una storia, un luogo, una o più persone, una famiglia o una comunità, una dimensione di sé). La libertà non è, come in genere si crede, rompere dei legami, ma libertà è creare legami cui restare fedeli senza perdere il proprio equilibrio, è trovare degli equilibri.

Questo legame – con sé stessi e con altri – per molti aspetti è una forma di eros, dove eros è la forza (e il desiderio) che tiene uniti elementi diversi e talora contrastanti senza arrivare ad annullarli, nel desiderio dell’uno e del tutto. E l’eros, spogliato del solo significato di spinta erotica comunemente intesa, può avvicinare a una dimensione di libertà.

Ricongiungersi è quindi anche trovare/ritrovare sé stessi, una propria dimensione che deve nascere nell’esercizio di questa libertà.